La città perduta di Monterano

La città perduta di Monterano

Monterano
Monterano

Buongiorno amici positivi oggi vi voglio parlare di una gita che io e mio marito abbiamo fatto recentemente.

Monterano vecchia nel Lazio è un altro gioiello perduto in Italia che consiglio a tutti di visitare. Questa città abbandonata oltre ad essere davvero ben tenuta e pulita con tanto di bidoni della spazzatura della differenziata ha una lunghissima storia, conosciamola insieme.

Monterano ha vita già nel periodo etrusco anche se ne rimangono poche tracce. Come tutti i centri etruschi, a partire dal II secolo a.C. anche Monterano fu assoggettata ai romani che ne ampliarono la rete viaria e costruirono diverse opere tra cui l’acquedotto. Dal IV secolo d.C., quando l’impero Romano stava progressivamente cadendo sotto la spinta delle invasioni barbariche anche il territorio monteranese subì la stessa sorte. La dominazione longobarda non fece altro che impoverire ancor di più la popolazione almeno fino a quando il vescovo cristiano e i residui abitanti della vicina Forum Clodii, esasperati ed impauriti dalle continue scorrerie germaniche, non decisero nei primi anni del 500, di abbandonare le loro terre per trasferirsi a Monterano in posizione sicuramente più difendibile.

Così l’abitato fu ampliato, e munito, oltre che di nuove strade, di solide mura. Questo ripopolamento, insieme al fatto di essere divenuta sede episcopale, portò Manturianum (così era denominata Monterano nel VI secolo d.C.) ad essere nuovamente il centro più importante dell’area Sabatina. Questo status durò fino al X secolo quando la diocesi fu assunta dalla città di Sutri. L’ultima notizia che abbiamo su un vescovo di Monterano risale infatti al 998. A questo evento seguì una lenta e progressiva decadenza che portò il borgo a contare pochissimi abitanti. Solo nel XIV secolo Monterano vide una sostanziale ripresa economia, demografica e sociale ma ormai il centro del potere si era definitivamente spostato alla vicina e più potente Bracciano.
Sul finire del 1300 e agli inizi del secolo successivo, il borgo ebbe una certa notorietà per i suoi capitani di ventura Coluzia e Gentile: il primo fu inviato dal Papa per sedare la rivolta di Corneto (attuale Tarquinia) e il secondo, comproprietario del feudo, partecipò alle lotte di successione per il Regno di Napoli.
Nel ‘500 il feudo venne acquistato dagli Orsini che approfittarono del periodo di crisi economica e del contemporaneo affievolirsi delle lotte in seno al alla stato pontificio, per investire in culture più razionali e redditizie. Ma la vera fioritura del borgo avvenne dopo l’acquisizione del feudo da parte della famiglia Altieri che aveva come membro insigne Emilio Bonaventura Altieri divenuto papa con il nome di Clemente X nel 1670. Grazie alla nuova proprietà il borgo venne arricchito con notevoli costruzioni la cui progettazione fu affidata a Gian Lorenzo Bernini. Vennero così alla luce la Chiesa e il Convento di San Bonaventura, la prospiciente fontana ottagonale e venne ristrutturata la facciata del Palazzo Baronale. Purtroppo questa nuova vitalità artistica non durò a lungo.

Monterano
Monterano

Dopo la morte di papa Clemente X Altieri e la scomparsa della forte autorità del primo ministro (della stessa famiglia Altieri), i monteranesi conobbero un altro periodo di grande difficoltà economica e sociale dovuta soprattutto alla confusione e all’instabilità dello stato pontificio. Ma un ben più grave flagello si abbattè nel 1770 sulla cittadella: la malaria, che decimò la popolazione soprattutto quella contadina. Decaduto il potere temporale del papa (siamo nel 1798), Monterano passò sotto la Repubblica Romana, che capitolò l’anno successivo per opera dell’esercito borbonico. Restaurato lo Stato Pontificio, un episodio cruento quanto inaspettato pose fine alla lunga e tormentata storia di Monterano. L’abitato infatti fu completamente distrutto e incendiato dall’esercito francese per il rifiuto da parte dei monteranesi di macinare il grano dei tolfetani sottomessi agli stessi francesi.

Il sentiero per arrivare a visitare questo luogo è semplice dunque potete portare con voi anche i vostri bambini più piccoli. Le rovine sono veramente ben conservate e tra queste le più degne di nota sono la fontana del Bernini che si presenta con un maestoso leone, il palazzo Baronale ed il convento e la chiesa di Bonaventura dove è anche stata girata qualche scena del Marchese del Grillo.Monterano

La città perduta inoltre è situata all’interno di un parco naturale dunque si possono percorrere diversi sentieri naturalistici e godere con un pò di fortuna dell’avvistamento di molte specie di uccelli ( tra cui il martin pescatore e il capovaccaio), anfibi e rettili.Monterano

Noi abbiamo percorso un sentiero che ci ha condotti alla Solfatara, un deposito naturale di zolfo vicino al quale scorre un torrente sul quale vi è una caverna davvero notevole. Proseguendo per il sentiero alla fine si arriva ad una cascata e lì abbiamo incontrato una biscia dal collare ed una moltitudine di rane.

Insomma un viaggio tra cultura, storia e natura per chi ama queste cose è il luogo adatto dove trascorrere una giornata.

 

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