I Giochi di ruolo sono terapeutici

I Giochi di ruolo sono terapeutici

Giochi di ruolo
Giochi di ruolo

Buongiorno amici positivi oggi voglio parlarvi dell’utilizzo terapeutico oltre che divertente dei giochi di ruolo. Questi tipi di giochi tanto demonizzati negli anni 80, sopratutto il più famoso D&D, Dungeons and Dragons, vengono oggi utilizzati come terapie per guarire diversi problemi.

I giochi di ruolo rappresentano una modalità esperienziale basata sull’immaginazione e sulla capacità di immedesimarsi in un personaggio che vive in un certo periodo una determinata situazione. Questa esperienza può concretizzarsi all’interno di un vasto numero di contesti, che il più delle volte riguardano una dimensione puramente estetica, in cui cioè una rappresentazione mimetica viene inscenata attraverso un mezzo che può essere sia di tipo letterario, che teatrale, figurativo o ancora musicale, ma che altre volte ci riguardano molto più da vicino.

Dungeons & Dragons, è stato proposto come strategia terapeutica per aiutare i teenagers a socializzare. Il dott. Raffael Boccamazzo, psicologo clinico, ha recentemente spiegato il suo uso di Dungeons & Dragons per curare bambini affetti da autismo in un podcast sul sito ufficiale della Wizard of the Coast, editore del famoso gioco.

Il roleplay terapeutico si baserebbe sostanzialmente nel far giocare diverse sessioni, immergendo i bambini in avventure che creano pressione o ansia, esattamente come molte situazioni sociali della vita di tutti i giorni. I bambini a volte si trovano più a loro agio interagendo in un’ambientazione di roleplay perchéil loro rapporto con gli altri è mediato dal loro personaggio, invece che mettere in gioco direttamente loro stessi. Sembra inoltre che i vari allineamenti dei personaggi, che devono essere interpretati nel migliore dei modi per poter vincere nel gioco, aiutino i ragazzi a costruire e ad articolare una moralità e una motivazione anche al di fuori delle sessioni di D&D, nei rapporti con i genitori e con gli altri.

Molti studi stanno fiorendo anche sul possibile ruolo terapeutico dei videogiochi, soprattutto nel trattamento dell’ansia e della depressione. Quindi presto potremo passare dal vecchio principio, proprio di molti genitori, per cui giocare troppo fa male, all’idea che i giochi possano essere d’aiuto ai giovani per socializzare, stimolare la propria creatività, e possano persino svolgere un ruolo nella cura di alcune malattie come l’autismo.

 

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